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Un passo alla volta, insieme.
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Home » News » Cosa succede se non scegli per l’8xmille?
È obbligatorio devolvere il proprio otto per mille? Cosa succede se scelgo di non firmare per nessuno dei destinatari? Sono davvero certo che, decidendo di astenermi, il mio 8xmille non venga ugualmente ripartito tra le Confessioni religiose che hanno stipulato un’Intesa e lo Stato italiano? Se così non è, esiste un’idea di libertà nella norma che disciplina i criteri di destinazione e ridistribuzione dei fondi raccolti dalla quota del gettito fiscale Irpef?
E infine: perché considerare l’8xmille a UBI una scelta aperta a tutti, inclusiva, autonoma, libera?
Se queste sono le domande che anche tu spesso ti poni, questo articolo è stato pensato per fare chiarezza.
No, l’8xmille non è obbligatorio.
Nessuno è tenuto a firmare per indicarne la destinazione: è una scelta libera.
L’IRPEF, cioè l’imposta sul reddito, è obbligatoria per tutti. Ma l’8xmille non è un’imposta aggiuntiva: è solo una parte di quella tassa, appunto l’8xmille del totale gettito Irpef, che lo Stato decide di destinare a scopi sociali e religiosi.
Se si firma, si decide a chi destinarlo, scegliendo tra lo Stato o una delle Confessioni religiose che hanno un’intesa con lo Stato. Se non si firma, quella quota viene comunque distribuita, seguendo le scelte espresse dagli altri contribuenti.
Se non scegli, il tuo contributo viene lo stesso ripartito. Come approfondito nel nostro articolo dedicato ai luoghi comuni sull’8xmille: spesso si crede che firmare o meno non faccia alcuna differenza… Come vedremo, non è cosi.
Per il momento ci basti sapere che chi non sceglie contribuisce comunque a sostenere le realtà preferite da chi ha espresso la propria volontà: lo Stato, infatti, ripartisce i fondi tra i destinatari in misura proporzionale alle scelte compiute dai contribuenti. Proprio per questa ragione la scelta dell’8xmille è importante: decidere in prima persona è un atto di responsabilità e di partecipazione.
Non si può evitare di versare l’8xmille, perché non è una tassa aggiuntiva, ma una parte dell’IRPEF che già paghiamo.
Parlare di “versarlo” può essere fuorviante: non si tratta di un pagamento in più, ma della possibilità di scegliere come usare una quota delle tasse che lo Stato raccoglie.
Chi presenta la dichiarazione dei redditi ha il diritto di indicare a chi destinare questa parte di fondi pubblici: allo Stato o a una delle Confessioni religiose con intesa.
Se non si sceglie, quella quota verrà comunque distribuita, seguendo le scelte espresse
dagli altri contribuenti.
Quindi, non firmare equivale a lasciare che siano altri a decidere per noi. Scegliere consapevolmente ha un valore civico: significa esercitare un diritto e affidare risorse pubbliche a chi riteniamo meritevole di fiducia.
L’8xmille a UBI è una scelta aperta a tutti, non solo ai buddhisti: non è necessario essere fedeli o praticanti per firmare a favore dell’Unione Buddhista Italiana. Indipendentemente dall’appartenenza
religiosa e, più in generale, al di là del rapporto individuale con la fede, sostenere l’UBI significa idealmente riconoscersi nei valori della compassione, della cura, dell’ascolto, della gentilezza; tradotto in realtà concreta, tutto ciò significa partecipare alla realizzazione di progetti umanitari, sociali e culturali finalizzati a tutelare la vita, l’ambiente, la dignità, l’educazione, la cultura.
Se, come abbiamo visto, l’8xmille all’UBI è una scelta accessibile e aperta a tutti, è altrettanto lecito affermare che una semplice firma può realmente fare tutta la differenza di questo mondo, al di là dei comuni preconcetti o del disinteresse per le finalità di utilizzo dell’8xmille. Già da alcuni anni, infatti, l’UBI ha messo in moto un processo di cambiamento virtuoso della società puntando su iniziative che traggono ispirazione dai millenari insegnamenti e dai principi etici della filosofia buddhista, come testimoniato dai progetti che abbiamo sostenuto fino ad oggi, e che puoi trovare qui.
La scelta 8xmille all’Unione Buddhista Italiana aderisce ad una visione del mondo basata sull’interdipendenza e sulla relazione armoniosa in cui ogni contributo, anche il più piccolo, diventa parte attiva di un’evoluzione culturale all’insegna del dialogo e dell’inclusività.
La quota viene redistribuita proporzionalmente tra tutti i destinatari (le confessioni religiose che hanno stipulato un’Intesa con lo Stato, e lo Stato stesso) in base alle firme espresse. Ad esempio, se l’UBI riceve il 5% delle preferenze totali, vorrà dire che otterrà il 5% dell'intero gettito IRPEF.
La firma è completamente facoltativa. L’IRPEF viene versata indipendentemente dalla scelta del destinatario. L’8xmille rappresenta una quota di tale imposta già dovuta, la cui destinazione costituisce libera decisione del contribuente. L’assenza di firma non comporta sanzioni né oneri aggiuntivi.
L’8xmille non è un versamento separato ma parte integrante dell’IRPEF ordinaria. Non firmare non esonera dal contributo, che viene comunque redistribuito secondo le scelte espresse da altri contribuenti. Il meccanismo opera similmente alle elezioni politiche.
Tutte le firme hanno identico valore, a prescindere dal reddito dei singoli contribuenti. L'8xmille da assegnare allo Stato o alle confessioni religiose si calcola sul gettito totale dell'IRPEF versato nell'anno da tutti i contribuenti, non sul singolo reddito.
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