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Home » News » Cos’è l’8 per mille: storia e funzionamento della quota Irpef
Nell’articolo che segue spiegheremo che cos’è l’8 per mille, perché è stato introdotto e come scegliere a chi destinarlo, ripercorrendo brevemente la sua “storia”. Vedremo poi quali sono i validi motivi per cui scegliere l’Unione Buddhista Italiana e in cosa consiste il principio di trasparenza che regola la gestione dei fondi provenienti dal gettito fiscale Irpef.
L’8 per mille è una possibilità che lo Stato offre ai cittadini per partecipare attivamente ad iniziative di natura umanitaria, sociale, religiosa, culturale e ambientale. È una scelta libera che nasce dalle prospettive e dalla sensibilità di ciascuno; è un modo di contribuire al cambiamento civile orientato dai principi di solidarietà, cura, impegno e trasparenza. La sua storia, fin dalle origini, racconta una tensione etica che chiama alla responsabilità, alla condivisione e all’accoglienza.
L’8×1000, istituito dalla Legge 20 maggio 1985, n. 222, all’interno dell’”Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana che apporta modificazioni al Concordato lateranense”, nasceva infatti per consentire ai contribuenti di destinare l’8 per mille dell’Irpef allo Stato oppure ad una confessione religiosa che avesse stipulato con lo Stato stesso una specifica Intesa.
L’introduzione di questo nuovo meccanismo ha quindi favorito la partecipazione democratica dei cittadini nelle decisioni di spesa pubblica per fini sociali e religiosi ed ha gettato le basi per l’estensione di questo diritto anche ai fedeli di altre religioni aprendo la strada ad una società pluralista e multiculturale.
Date queste premesse vediamo come funziona l’8xmille dell’IRPEF e in che modo viene ripartito tra i suoi beneficiari.
Al momento della dichiarazione dei redditi ogni cittadino può decidere se destinare l’8 per mille dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche allo Stato o alle Confessioni religiose firmatarie di un’Intesa per scopi umanitari, culturali e religiosi. La ripartizione dei fondi dipende sia dalla quota espressa, ovvero da coloro che esprimono una preferenza, sia, come vedremo, dalla quota inespressa, che rappresenta chi ha scelto di non firmare.
L’8 x mille non è obbligatorio: è un gesto di libertà e di partecipazione. Si può “scegliere di non scegliere”, ma in questo modo, di fatto, si lascia ad altri la facoltà di decidere per noi come impiegare i fondi. Le “schede bianche” verranno conteggiate nella quota non espressa che sarà distribuita in misura proporzionale alle scelte compiute dai contribuenti: dunque, sulla base della quota espressa.
In termini pratici, scegliere a chi destinare l’8 per mille è un’operazione molto semplice. Nella Scheda per la scelta della destinazione dell’8 x 1000, del 5 x 1000 e del 2 x 1000 dell’IRPEF presente nel Modello 730, nel Modello dei Redditi o nella Certificazione Unica (CU), sono indicati nelle apposite caselle i beneficiari dei fondi – come già detto, lo Stato e le Confessioni religiose con l’Intesa (qui, l’elenco aggiornato). È sufficiente apporre la propria firma in uno dei riquadri – nel nostro caso Unione Buddhista Italiana – e consegnare infine ai soggetti preposti dalla normativa vigente la suddetta Scheda insieme al Modello della dichiarazione dei redditi riservato alla propria posizione di contribuente (730, Redditi, CU, per l’appunto).

Come abbiamo visto firmare è un diritto e un gesto responsabile. Destinare l’8 per mille all’UBI equivale a sostenere progetti fondati sulla cura, l’accoglienza, la compassione, l’educazione; progetti in difesa dell’ambiente, a tutela dei giovani, per la salute, il lavoro, la cultura, la protezione di ogni forma di vita. Dal 2017 sono state finanziate più di 1300 iniziative.
La trasparenza è il principio che regola la gestione dei fondi 8×1000 all’Unione Buddhista Italiana, come si può verificare nell’area rendicontazione presente sul sito 8xmille UBI. Inoltre, pagina progetti umanitari è possibile conoscere i vincitori dei bandi dal 2023 ad oggi.
L’8xmille nasce nel 1984 con il Concordato Stato e Chiesa Cattolica, e nel 1990 per la prima volta i contribuenti scelgono a chi destinare l’8xmille. L’Unione Buddhista Italiana stipula l’intesa con lo Stato l’11 dicembre 2012 e viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2013.
Anche chi non presenta la dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) e ha solo il modello CU può destinare l’8xmille all’Unione Buddhista Italiana.
Procedura: è possibile effettuare la scelta in modalità telematica attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate. Oppure la consegna può essere effettuata gratuitamente presso qualsiasi ufficio postale, o tramite un CAF o professionista abilitato che può chiedere un corrispettivo. Basta apporre la firma nel riquadro "Unione Buddhista Italiana" sulla scheda allegata alla CU. La scheda va inserita in una busta chiusa riportante i dati anagrafici, il codice fiscale del contribuente e la dicitura "Scheda per le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF".
Proporzionalmente al numero di firme ricevute. Se l’UBI riceve il 5% delle preferenze totali, vorrà dire che otterrà il 5% dell'intero gettito IRPEF.
Ogni firma espressa ha identico valore indipendentemente dal reddito.
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