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Un passo alla volta, insieme.
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Home » News » Significato, etica e pratica del dono nel buddhismo
In questo articolo scopriremo che cosa significa donare in ottica buddhista, quali benefici può apportare il mettere in atto la generosità nei riguardi degli altri e di noi stessi, e come l’UBI trasforma l’etica del dono in azioni concrete a favore di chi ne ha più bisogno grazie ai fondi 8xmille.
Per cominciare:
Donare, nella prospettiva dell’insegnamento buddhista, vuol dire coltivare la virtù della generosità lungo il sentiero tracciato dal Buddha verso la saggezza.
È un gesto che libera la mente dall’egoismo e dall’ avidità, creando armonia e favorendo relazioni di fiducia così da raccogliere i frutti delle buone azioni nel qui ed ora e generare karma positivo per le vite future.
Come testimoniano alcuni testi canonici della tradizione buddhista la generosità si esprime nell’atto del donare beni materiali, nel trasmettere gli insegnamenti della dottrina e nel prestare cura.
Tutti sono in grado di donare: non occorre possedere ricchezza e benessere.
Inoltre, ognuno di noi è in grado di donare qualcosa in termini di presenza, protezione, riconoscenza o affetto.
Si possono condividere le proprie radici virtuose, il proprio buon cuore, la propria vicinanza ed elargire gli auguri più profondi.
La generosità nasce dall’intenzione prima ancora che dalla volontà. È una predisposizione dell’animo, una sensibilità. Una caratteristica della generosità buddhista è però il donare con saggezza, guidati del principio del bene.
Nel buddhismo la pratica del dono è la risposta connaturata alle verità dell’impermanenza e dell’interdipendenza che risvegliano nell’essere umano la consapevolezza di una comune condizione di caducità e della conseguente propensione alla solidarietà reciproca e al rispetto per la vita.

Il buddhismo insegna che la qualità interiore della generosità necessita di una pratica costante, quotidiana. Le condizioni ideali per il suo germogliare richiedono una mente tranquilla, priva di conflitti, ricettiva, spaziosa.
Una mente educata alla gentilezza, capace di tenerezza, focalizzata sull’”altro da sé”.
Per favorire questa attitudine centrale è il ruolo della meditazione sulla benevolenza e la compassione che il praticante buddhista coltiva insieme allo studio e all’esercizio delle virtù di empatia e cura verso il prossimo.
La generosità è il risultato di un impegno proteso all’ascolto e al gesto solidale. Praticare la generosità nel quotidiano vuol dire seminare concordia, tessere legami, alimentare speranza. Realizzare, in piccolo, modelli di relazione sociale virtuosi, fondati sulla compassione e sulla responsabilità che possono espandersi in contesti molto più ampi.

Ciò che l’Ubi riceve dai cittadini in termini di generosità, sotto la forma dei contributi 8xmille, viene restituito al mondo con progetti improntati alla cura di ogni essere senziente.
La fiducia riposta diventa per noi una responsabilità da onorare con rigore e lungimiranza seguendo la bussola della saggezza e dell’etica del dono buddhista che orienta le scelte dei progetti che intendiamo sostenere con l’8xmille.
Gli ambiti di intervento su cui si estende l’azione dell’Unione Buddhista Italiana sono i seguenti:
Come abbiamo visto, donare l’8xmille all’UBI è un gesto gratuito, di generosità, coerente con i valori buddhisti.
Alla base vi è un atteggiamento di fiducia e il riconoscersi in iniziative che tutelano la dignità della persona, la vita, il patrimonio naturale, così come il diritto all’istruzione, il valore della cultura e la diffusione di una formazione di ispirazione olistica.
L’8xmille UBI è inoltre un atto di partecipazione, di responsabilità, di tensione verso un ideale di armonia individuale e collettiva. È un gesto che indica una scelta precisa, di campo.
Per una società inclusiva, coesa, costruttiva, creativa. E per molti altri tratti distintivi che possono essere condivisi: Perché destinare l’8xmille all’Unione Buddhista Italiana?
Il dono, o dana in lingua pali, rappresenta la prima delle sei perfezioni spirituali nel buddhismo. È la pratica di coltivare una generosità interiore libera da attaccamento e aspettative di ricompensa, che purifica la mente e conduce alla saggezza. Non riguarda solo beni materiali, ma anche tempo, ascolto, cura e trasmissione degli insegnamenti.
La pratica quotidiana del dono buddhista si esprime attraverso gesti di attenzione, solidarietà e responsabilità verso gli altri. È sostenuta dalla meditazione sulla benevolenza e dalla consapevolezza dell'interdipendenza tra tutti gli esseri. Tre elementi la caratterizzano: la purezza dell'oggetto donato, il rispetto del ricevente e l'intenzione disinteressata del donatore.
Secondo la dottrina buddhista, il dono purifica il karma negativo, genera merito positivo, dissolve l'attaccamento all'io e coltiva una gioia autentica e spontanea. Attraverso la generosità si realizza concretamente l'interdipendenza universale che unisce tutti gli esseri, trasformando il gesto individuale in un atto di crescita collettiva.
Firmando per l'8xmille a favore dell'Unione Buddhista Italiana, il contribuente compie un gesto di dana concreto: una generosità indiretta che dal 2017 ha sostenuto oltre 1450 progetti sociali. La propria quota IRPEF, che verrebbe comunque prelevata, si trasforma così in azioni di compassione nei campi della cura, dell'ecologia, del sociale, della cultura e dell'educazione.
Destinare l'8xmille all'UBI significa tradurre l'etica della generosità buddhista in azioni concrete a favore della collettività. È un atto di partecipazione e responsabilità che tutela la dignità della persona, la vita e l'ambiente, in piena coerenza con i principi di compassione, interdipendenza e rispetto che il buddhismo insegna.
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