Progetti

Dove gli altri non possono o non vogliono arrivare.

“Scholae partecipative ed affettive” di pastorizia, pane, miele, orto e trasformazione artigiana di alimenti

Restituire linfa vitale al mondo contadino dell’Appenino Bolognese è l’intento alla base del progetto “Scholae” finanziato grazie ai fondi otto per mille all’Unione Buddhista Italiana.

Ciò che si vuole trasformare con questa iniziativa riguarda la relazione tra tutti gli elementi che compongono l’antichissimo universo agreste: la terra, gli animali, la natura e i suoi frutti e gli esseri umani che lì vivono e lavorano.

C’è l’urgenza di ristabilire antichi equilibri e, al contempo, di recuperare il senso di appartenenza ad una comunità al di là del profitto e degli interessi individuali.

L’agricoltura di filiera, fondata sulla massimizzazione della produttività, soppiantando l’agricoltura di “territorio”, ha ridotto del 40% la presenza di piccole e medie aziende sugli Appennini italiani. Ha allontanato i contadini dalla terra, danneggiato la fertilità dei campi, diminuito gli allevamenti estensivi e aumentato a dismisura quelli intensivi, provocando un crudele ecocidio di ovini, caprini e bovini.

Inoltre, negli ultimi decenni, si è assistito ad una progressiva delocalizzazione dei centri di trasformazione di prodotti agricoli di varia natura.

Il Bio-distretto Appennino Bolognese, promotore del progetto, intende riqualificare il territorio attraverso una formazione mirata alla conoscenza del mondo animale e vegetale del luogo, dei prodotti tipici, delle pratiche agroecologiche in uso e dei mestieri connessi all’agricoltura.

Destinatari dell’iniziativa: studenti di ogni ordine e grado e aspiranti lavoratori nel settore agrario.

Entrambi i percorsi fanno leva su un’esperienza diretta, laboratoriale, lontana dalla didattica tradizionale, con visite in loco presso gli allevamenti o residenze semipermanenti all’interno delle aziende.

L’8xmille all’UBI in favore di progetti a tutela dell’ambiente e per l’ecologia profonda

È solo con le firme dell’8 x 1000 che l’UBI può supportare iniziative a tutela dell’ambiente e per l’ecologia profonda, come nel caso di “Scholae partecipative ed affettive di pastorizia, pane, miele, orto e trasformazione artigiana di alimenti”.

Al cuore del progetto c’è il principio buddhista dell’interdipendenza, il legame che unisce indissolubilmente l’uomo alla natura che lo circonda; ci sono i valori del rispetto e della responsabilità per ogni forma di vita e per il pianeta, la casa comune che non ci appartiene.

C’è la bellezza dello stare assieme e del lavorare per un unico obbiettivo: avere cura della terra nel presente per garantire un futuro alle nuove generazioni.

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